Una tazza di tè

Una tazza di tè

Forse l’inesprimibile non verrà mai espresso. Non vi è modo di sapere. Oggi c’è solo vita che va in scena sullo schermo della consapevolezza e nessuno al comando. Accade tutto spontaneamente – vale a dire niente accade davvero. C’è solo questo, indiviso, non frammentato, perfettamente se stesso, e sorge spontaneamente senza lasciar traccia.

Io bevo una tazza di tè. Eppure non c’è nessun io “io” che lo faccia. “Io” è solo un modo di dire, un suono comodo che si usa per confermare che è questo corpo-mente che beve la tazza di tè. La mano si sporge, la tazza risolleva, il liquido va nella bocca e giù per la gola e dentro lo stomaco, ed io sono l’osservatore silente dietro a tutto questo, sono lo spazio in cui tutto appare. non c’è significato né scopo. Accade spontaneamente, di propria iniziativa, ed il pensiero “io sto bevendo una tazza di tè” fa parte integrante di questo meraviglioso spettacolo.

Naturalmente io non bevo una tazza di tè, perché non c’è nessuna tazza di tè e nessun io che possa bere, e di certo nessun io separato dalla tazza di tè. C’è solo liquido che sfreccia per il corpo e nessuno che stia facendo qualcosa.  Il tè si sta bevendo da solo ?

Cionondimeno io bevo una tazza di tè. E’ più semplice dirlo e chiuderla lì. Io non bevo una tazza di tè ma in apparenza lo faccio.

E’ una ottima tazza di tè.

Forse bere tè può salvare il mondo. Quando bevi tè ogni violenza, divisione, ansia e paura si dissolvono, perché c’è solo l’istante, il bere una tazza di tè e nell’istante la sofferenza è solo una proiezione, una convinzione basata sul ricordo.

Ritornate al tè. Dov’è il passato ?

Dov’è il futuro ?

Dov’è il mondo esterno ?

Dove sono i vostri nemici ?

Forse questo salverà il mondo : che le persone tornino alle cose semplice della vita, e trovino la gioia insita in esse.

O forse no.

Vi andrebbe un biscotto ?

 

Tratto da “La meraviglia dell’essere” di Jeff Foster

 

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